Agriturismo Pian di Cataverna: la soluzione alle tue vacanze alle Terme di Saturnia

Saturnia e dintorni

Pitigliano, la città del tufo.
L'atmosfera sprigionata da questo splendido borgo pare come sospesa nel tempo

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Loc. Pian di Cataverna, Saturnia

+39 339 1475280

SATURNIA

Saturnia è una piccola frazione del Comune di Manciano, tuttavia ha una fama internazionale per via della sua sorgente, delle sue cascate e del moderno complesso termale che fa tesoro delle locali ed efficaci acque sulfuree. Ormai da anni mèta privilegiata del turismo itinerante, le cascate del Molino sono formate da una pittoresca serie di piscine naturali disposte su vari livelli, nelle quali sguazzano felici tutto l’anno bambini di ogni età, tra volute di vapore caldo da girone dantesco.

Narra una leggenda che Saturno – divinità dell’abbondanza – un giorno si adirò con gli uomini per le loro continue guerre. Scagliò sulla terra una folgore e fece zampillare un’acqua sulfurea e tiepida che ricoprì il mondo e lo pacificò. Da quell’acqua accogliente come un grembo materno nacquero uomini più saggi e più felici. Teatro della leggenda era il cuore della Maremma toscana, Saturnia, dove l’acqua zampilla con una portata di 500 litri al secondo a una temperatura costante di 37,5°. Sempre secondo la leggenda, la cui origine si perde nella notte dei tempi, Saturnia è stata la più antica città italica.

Se pure deve la sua fortuna – almeno in tempi recenti- alle sue terme, Saturnia merita tuttavia un occhio di riguardo tanto per la sua sapida atmosfera maremmana quanto per i numerosi spunti di interesse storico, che rendono giustizia alle sue nobili origini. La storia ci narra che l’insediamento, alto su un pianoro di travertino tra i fiumi Albegna e Stellata, si sviluppò in epoca etrusca (come dimostrano le tombe a tumolo della vicina necropoli del Puntone, VII-V secolo a.C.) e fu poi conquistato dai romani nel III secolo a.C. Essi ne ridisegnarono l’impianto e nell’anno e nell’anno 183 a.C. lo cinsero di mura, come attesta il breve tratto superiore nei pressi della Porta Romana fortunatamente sopravvissuto alle devastazioni che seguirono la conquista senese, avvenuta alla fine del XIII secolo.

MONTEMERANO

Il Borgo medioevale di Montemerano, nel comune di Manciano è ufficialmente dichiarato uno fra ” I Borghi più belli d’Italia”.

Montemerano si aggiunge così alle quattro località della Maremma Toscana che hanno ottenuto l’importante riconoscimento, dopo PitiglianoGiglio CastelloSovana e per ultimo Porto Ercole. Il piccolo e suggestivo borgo sorge su una collina circondata dalla campagna maremmana, lungo la strada che da Manciano porta a Saturnia.
Chi ha avuto la fortuna di visitare Montemerano, non ha dubbi nel riconoscerlo fra borghi più belli della Maremma Toscana.

La storia del paese di Montemerano  inizia nella seconda metà del X sec., Montemerano perde la sua libertà nel 1272 con il dominio degli Aldobrandeschi che lo ritengono strategico per il controllo di tutto il territorio. Il borgo è tutt’oggi protetto da tre cinte murarie che  conservano l’ aspetto medievale del luogo. Montemerano alla fine del XIV secolo fu dominato da Siena, poi dai Medici e successivamente nel 1766 dai Lorena.

Addentrandoci nel centro percorriamo un dedalo di vicoli medioevali, dove le case, le scale di pietra sono abbellitte con vasi di piante. I fiori creano macchie di colore contro la pietra e trasmettono un vero messaggio d’amore e d’accoglienza per chi è alla scoperta del borgo.

Splendida è anche la Chiesa di San Giorgio, un gioiello di arte romanica che conserva un’eccezionale collezione di opere d’arte rinascimentali. Nel ‘ interno della chiesa è esposta la celebre “Madonna della Gattaiola”, dipinta intorno al 1450 da un artista di scuola del Sassetta, soprannominato Maestro di Montemerano. L’opera presenta un foro in basso e la leggenda che racconta che fu praticato da un parroco il quale, utilizzando la tavola come porta di un magazzino dove veniva riposto cibo in abbondanza, apportò il foro per consentire il passaggio al suo gatto, un vero controllore e nemico acerrimo dei topi.

PITIGLIANO 

Pitigliano è stata abitata fin dall’età del Bronzo, successivamente, a partire dall’VIII secolo a.C. vi ebbe sede un insediamento Etrusco, di tale presenza resta oggi un breve tratto di mura, in grandi blocchi di tufo, nella parte nord-ovest accanto alla Porta di Sovana. Nell’area attorno a Pitigliano, a testimoniare ulteriormente la presenza Etrusca sono anche le numerose necropoli.

Fu città romana e nel Medioevo divenne feudo degli Aldobrandeschi e dal 1293 degli Orsini, sotto gli Orsini Pitigliano divenne capitale della Contea omonima, divenne sede vescovile, soppiantando Sovana, e poi fu nominata città. Con l’estinzione della famiglia Orsini, divenne feudo di Pietro Strozzi e poi di Cosimo I de’ Medici. All’inizio del XVII secolo (1608) entrò a far parte del Granducato di Toscana.

Pitigliano è uno dei borghi più scenografici della Toscana. In particolare giungendo dalla la strada statale 74, giunge al Santuario della Madonna delle Grazie, non può fare a meno di fermarsi, incantato e quasi incredulo per lo spettacolo che si trova di fronte: il borgo di Pitigliano sospeso sulla sua rupe di tufo tra valli verdeggianti.
E’ una visione magica, un’illuminazione. L’abitato di Pitigliano, tutto costruito in tufo, è inserito nel paesaggio con una compattezza tale che è quasi impossibile separare l’opera dell’uomo da quella della natura. E se ci si guarda bene intorno, si ha l’impressione che la luce vibri all’unisono con i nostri pensieri, che le colline ci corrano incontro con le loro verdi effusioni, che le rocce di tufo nascondano ancora il genio etrusco.
L’impressione che dà Pitigliano, distesa sulla sua rupe a forma di mezzaluna, isolata dall’erosione millenaria di tre fiumi che le scorrono intorno e difesa da fortificazioni cinquecentesche, è quella di un complesso ferrigno e gagliardo, segnato dall’arte della guerra ma ingentilito dal tocco del Rinascimento. Le case dell’abitato sono costruite sul filo della rupe formando con essa un corpo unico e un insieme alquanto pittoresco. La rupe di Pitigliano è circondata da tre lati da burroni che sono pieni di grotte scavate nel tufo.

SOVANA

Importante centro etrusco, borgo medievale e rinascimentale, nonché sede episcopale. Città natale di Gregorio VII, Sovana fu sede vescovile e raggiunse il massimo splendore nel XIII secolo sotto la signoria degli Aldobrandeschi. La città di Sovana ha (fortunatamente) mantenuto inalterate gran parte delle sue caratteristiche principali – riuscendo ad evitare le ristrutturazioni in stile barocco che troppe volte hanno cambiato l’aspetto di molte chiese, monumenti e città di quest’area in Toscana. Più piccola se paragonata a Sorano o Pitigliano, è riuscita a preservare quel fascino che si respira in tutta la sua magia: il paesaggio, il cibo, il vino ed il Parco Archeologico Città del Tufo ti lasceranno a bocca aperta. Particolarmente adatta per coloro che non amano fare avanti e indietro per salire o scendere e visitare il centro storico, la cittadina si distende in una zona pianeggiante. E’ un vero piacere passeggiare tra i vicoli di Sovana, dove nessun fiore sembra fuori posto e i numeri civici delle abitazioni sono dipinti a mano. 

SORANO

Sorano è un borgo con le casette tutte addossate, adagiato su una rupe di tufo vulcanico su cui svetta una rocca. Si tratta della Fortezza Orsini: una imponente opera di fortificazione del 1552. Dalla cima della terrazza potrete godere di una vista speciale su tutto il borgo mentre i sotterranei sono un vero e proprio labirinto di gallerie. Proprio nei pressi della fortezza spicca quello che è conosciuto come il Masso Leopoldino, una grossa pietra di tufo le cui pareti furono levigate a mano e sulla cui sommità venne realizzata una sorta di terrazza. Sorano, antica città fiorita nel periodo più luminoso dell’epoca etrusca, è una sorta di sunto di tutto quanto di bello caratterizzasse l’antica civiltà. Fondata su un’alta rocca che il tempo ha finito per far somigliare a una rupe naturale, e appena ingentilita dall’architettura rinascimentale, è cinta da imponenti mura che contribuirono a renderla una delle più sicure propaggini difensive della Contea di Pitigliano. Sorano appartenne agli Aldobrandeschi che la fecero crescere come borgo difensivo, fortificandola con i bastioni all’interno dei quali ancor oggi è custodito il borgo più antico. Per la sua conformazione arroccata e il suo grumo di case e strade arroccate e pittoresche Sorano è nota anche come “Matera di Toscana”.  

LE VIE CAVE

Le Vie Cave, chiamate anche “tagliate”, sono una creazione ancora poco conosciuta degli Etruschi. Questi affascinanti percorsi viari a cielo aperto nelle colline di tufo non hanno raffronti in altre civiltà del mondo antico. Per questo sono sono state fatte numerose ipotesi sulla loro reale funzione: canali per convogliare le acque piovane dai pianori alle valli, semplici vie di comunicazione, passaggi strategici studiati contro i nemici, sentieri cerimoniali e così via… All’interno del Parco Archeologico Città del Tufo, le Vie Cave di Sorano e Sovana conducono il visitatore alla scoperta delle necropoli etrusche. Camminare nelle “tagliate”, tra pareti di tufo alte anche più di venti metri, è un emozione impossibile da descrivere. Percorrere queste Vie, immersi in un’ambiente naturale suggestivo e incontaminato, permette di calarsi in un atmosfera magica, a contatto col sottosuolo e con una dimensione “altra”. In un paesaggio caratterizzato da ampi pianori tufacei incisi da profonde valli, questi sentieri ripidi, tortuosi e profondamente scavati nella roccia tufacea consentono di economizzare i tempi di percorrenza collegando i centri abitati, la campagna coltivata sulle alture, le necropoli e gli altri insediamenti.

L’uso di queste “scorciatoie” si è protratto fino a tempi abbastanza recenti e oggi le Vie Cave continuano ad essere percorse dagli escursionisti e dai visitatori che rimangono affascinati dalla dimensione suggestiva e da un ambiente naturalistico unico nel suo genere. A questo proposito non si deve dimenticare infatti l’importanza che le Vie Cave rivestono dal punto di vista ecologico-ambientale. Le particolari condizioni climatiche e ambientali sviluppatesi in questi sentieri, hanno determinato un microclima che ha favorito la crescita di piante tipiche di ambienti umidi e ombrosi.

Terme di Saturnia

Il Parco delle Piscine delle Terme di Saturnia, posto a valle dell’abitato con quattro piscine termali, idromassaggi, cascatelle artificiali e percorsi vascolari in acqua sia calda che fredda, è posto praticamente dove, un cratere di origine vulcanica affiora senza alterazioni di sorta un’acqua a 37,5 gradi di calore, con un’alta concentrazione di gas e minerali (si tratta propriamente di acqua sulfureo-carbonica-solfata-bicarbonato-alcalina-terrosa). Per la sua composizione tale sorgente si rivela terapeutica per numerose patologie, in particolare dermatologiche, otorinolaringoiatriche, dell’apparato respiratorio, motorio (artrosi), veno-linfatiche e digerente. In qualità di ospiti beneficerete di tariffe scontate presso i bagni termali di Saturnia e il campo da golf del Terme di Saturnia Golf & SPA Resort. Cascate
Distanti appena due km da Saturnia e dalla nostra struttura, si trovano le Cascate del Gorello o meglio conosciute come Cascate del Mulino, perché vicine ad un’antica costruzione restaurata che serviva alla macinatura del grano. Le Cascate del Mulino di Saturnia sono sicuramente le attrazioni naturalistiche più suggestive di cui essere fieri. Alla vista si rimane estasiati e colpiti dalla straordinaria bellezza e forza della natura, unica e particolare nel suo genere. Le Cascate del Mulino sono il frutto della forza e della quantità delle acque solfuree (circa 600 litri al secondo) delle Terme di Saturnia che scendono dall’alto, formando delle piccole cascate che si riempiono continuamente d’acqua. Esse offrono uno spettacolo unico, con bianche e sulfuree acque fumanti (soprattutto in inverno) che confluiscono da una pittoresca cascata nel torrente sottostante, lo Stellata.
Frequentatissime dai bagnanti e dalla gente del posto in ogni stagione dell’anno, dato il tepore dell’acqua terapeutica e il suo depositarsi in comode vasche naturali, queste cascate sono in continua evoluzione perché i depositi di carbonato di calcio ne modificano il corso. Le acque termali delle Cascate oltre ad essere famose per le loro proprietà benefiche, rappresentano anche un’ottima opportunità per il turista con poche possibilità economiche poiché sono completamente gratuite: basterà raggiungere la Maremma Toscana, indossare un costume, parcheggiare e immergersi nelle calde acque solfuree.